Chiesa dei Tre Re

Ad angolo tra la via Montevergini e la via Celso, la chiesa dei tre Re è un piccolo gioiello barocco nascosto tra vecchi vicoli di impianto medioevale, lì dove un tempo scorreva il fiume papireto. Costruita nel 1580 dalla compagnia dei tre Re rappresenta uno dei pochi esempi in tutta Europa di chiesa dedicata ai tre Magi orientali. Eretta dove sorgeva la vecchia chiesetta normanna di san Giorgio lo xheri, (dalla torre xheri), fu completamente ampliata nel 1748 ad opera di Francesco Ferrigno.

Il portale cinquecentesco, spostato su via Celso, fu terminato nel 1751 e abbellito da colonne e timpano spezzato. Al centro un finestrone con decorazioni, delimitato da paraste, mentre sul portale del lato sinistro è presente lo stemma del "cero nel pugno", come simbolo dell'accordo sulla costruzione della chiesa ad opera dei confrati, che il giorno dell'Epifania provvedevano alla raccolta di ceri per la candelora. L'interno è ad unica navata divisa in campate, con cappelle laterali e piccoli matronei. Procopio e Giovanni Maria Serpotta si occuparono delle decorazioni in stucco nel 1750 e delle quattro "allegorie" oggi acefale a causa di atti vandalici, mentre Vito D'Anna affrescó la volta con "storie dei magi" e dipinse "il battesimo di Amilcare" e "il martirio di Baldassarre", in stile rococò, che delimitano l'abside. Sulle campate sono documentate opere di Vincenzo Marchese: "San Giorgio" e "Natività del Signore". Il presbiterio è delimitato da una coppia di colonne e sul cornicione dell'abside due angeli in stucco sorreggono la croce. La pala d'altare, rappresentata da "l'adorazione dei magi" di Gioacchino Martorana, è custodita al museo diocesano, mentre un altro dipinto del fiammingo Simone de Wobrek: "Adorazione", un tempo presente all'interno della chiesa, è custodito al castello ursino di Catania. Recenti restauri permisero di scoprire l'esistenza di una cripta. La chiesa non è attualmente visitabile e apre di rado, in occasione di manifestazioni culturali cittadine.

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