L’esaltazione dell’Eucaristia

di Marina M. 

 

Il complesso scultoreo del Santissimo Sacramento, ubicato all’interno della chiesa di Sant’Antonio Abate a Palermo, è emblema del dogma sull’Eucaristia emanato dal Concilio di Trento nel 1551. Tale Concilio venne indetto da papa Paolo III nel 1545 e più volte ripreso per essere ultimato nel 1563.

L’icona del Santissimo Sacramento fu ordinata dalla Congregazione del Santo Sacramento nel 1551 e fa suo il primo decreto relativo all’Eucaristia, ove si stabilisce la presenza reale e transustanziale di Cristo. Dopo la consacrazione il pane e il vino diventano vero corpo e vero sangue di Cristo in tutta la loro sostanza. L’Eucaristia è il simbolo vero e sacro, forma visibile della grazia invisibile, in esso l’autore della santità si rende presente e diventa cibo spirituale per le anime.

 

Il Tabernacolo è scelto come luogo santo per custodire il vero corpo di Cristo. Per volontà del vescovo di Verona Mons. Matteo Gilberti, dal XVI secolo venne posto sull’altare maggiore, anche a Milano questa disposizione venne adottata dal cardinale Carlo Borromeo.

L’icona presente nella chiesa di Sant’Antonio Abate fu realizzata da Antonino Gagini (figlio dell’illustre maestro Antonello), la lettura di esso è da farsi da sinistra verso destra e dal basso verso l’alto, ai lati si trovano le scene della Passione secondo il Vangelo di Matteo. Partendo dalla predella in basso a sinistra: Preghiera di Gesù nel Getsemani, Arresto di Gesù, Gesù davanti ai dottori del Tempio e a Caifa, Gesù davanti a Pilato; dalla predella in basso a destra: Gesù è caricato della croce, Crocifissione, Deposizione, Seppellimento.

Al centro è posto il Tabernacolo (oggi vuoto) al cui sopra, introdotto da un baldacchino è il calice e l’ostia, simbolo del corpo e sangue di Cristo su cui discende la colomba dello Spirito Santo; ad esaltarne la gloria il coro degli angeli.

 

In origine l’icona trovava posto nell’abside centrale, smantellata alla fine del Cinquecento quando venne realizzato il nuovo presbiterio, che nel 1739 verrà arricchito da un coro ligneo. Al complesso appartenevano anche le statue di San Pietro e San Paolo (oggi poste in esterno ai lati del portone centrale d’ingresso), collocate ai lati del quadro, rappresentante l’Ultima Cena posta in basso. In alto vi era un quadro raffigurante la Resurrezione di Cristo attorniato da due statue di Sant’Antonio Abate, una con un abito fatto di pelli in versione eremita e l’altro in vesti abbaziali, (oggi collocate all’esterno della casa canonica). A chiudere il tutto in alto si trovava il busto di Dio Padre, oggi posto nell’altare della cappella dedicata al santo, alla destra dell’altare maggiore. 

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