L'icona di Vladimir

La Vergine della tenerezza

di Marina M. 

L’icona di Vladimir assume questa terminologia dalla città a nord di Mosca dove l’icona fu trasportata nel 1155 proveniente da Kiev e venerata all’interno della Cattedrale della Dormizione[1]. Si narra che la nascita della stessa cattedrale e la scelta del luogo siano legate ad un evento miracoloso. Durante il trasferimento dell’icona da Kiev, i cavalli che la trasportavano si fermarono improvvisamente a Vladimir rifiutandosi di procedere nel cammino. Ritenuto questo fatto una scelta della Vergine di restare in questo luogo le fu dedicato un tempio.

L’icona racchiude dentro di sé due diverse tipologie iconografiche: l’Hodigitria e la Eleousa. La Vergine infatti stringendo a sé il Bambino con la mano sinistra lo indica quale via da seguire (Hodigitria), allo stesso tempo volge lo sguardo verso di noi e un gesto di tenerezza al Figlio (Eleousa). Il Bambino, da una parte rende felice la madre, dall’altra la rende consapevole del mistero salvifico che ha accolto in sé e donato al mondo. Egli non è un fanciullo ma un adulto, per i greci infatti il Bambino Gesù per la sua saggezza non poteva mai essere stato bambino ma direttamente un adulto. Alla madre Egli rivolge uno sguardo e un gesto d’amore cingendole il collo e poggiando la guancia su di Lei. Il collo rigonfio del Bambino simboleggia il “soffio” dello Spirito Santo che abita in Lui, che ha permesso il concepimento di Maria e che parla attraverso Gesù-Messia rivelando il Padre. Maria, dal canto suo, accoglie (abbraccio) e dona (gesto della mano) il Figlio all’umanità intera. I suoi occhi appaiono tristi, Ella è consapevole di ciò che le Scritture hanno predetto per il Messia, ma allo stesso tempo soffre per l’umanità che rifiuta questo messaggio di salvezza non volgendo lo sguardo al Figlio.

La grandezza del suo “Fiat” è sottolineato dal suo appellativo, in alto le lettere MR (MHVTHR) e QU (QEVOU) cioè Madre di Dio, Ella è Madre di colui che l’ha creata (Dio) e figlia del suo Figlio (Gesù), poiché partecipa della salvezza portata dal Messia. Ella veste il maphórion, ornato di tre stelle segno della sua verginità, prima, durante e dopo il parto. A sinistra del Bambino si leggono le lettere IC XC ovvero Gesù Cristo, è Lui l’unto del Signore venuto sulla terra grazie al sì di una giovane donna per il riscatto dell’umanità.

 

 

 

[1] Oggi l’icona è custodita all’interno della galleria Tret’Jakov di Mosca

 

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