Monastero e Chiesa di Montevergini

Appena dopo la chiesa del SS Salvatore, inoltrandosi in vicolo Montevergini, troviamo una piazzetta circondata da vari edifici, la dimora storica di palazzo Leone Cupani, l'ex monastero di Montevergini, così chiamato perché le monache seguivano la stessa regola del più grande convento di Montevergini sito a Messina, e la chiesa di Santa Maria delle Grazie. In questo luogo esisteva un'altra chiesa dedicata a Santa Maria Maggiore costruita nel 1595 e demolita un secolo dopo dalle monache di Montevergini, per costruirne una nuova e più ampia. Il progetto iniziò nel 1687 ad opera di Lorenzo Ciprí e terminato da Andrea Palma. La facciata è articolata su tre livelli in tufo, suddivisa da paraste con capitelli corinzi. Lateralmente sono presenti nicchie che ospitano le statue in marmo di Santa Rosalia e Santa Chiara, adornate con innumerevoli intagli, conchiglie e Putti. Al centro spicca lo stemma del secondo ordine francescano, due braccia che stringono la croce di Cristo. Nell'ultimo livello è presente una loggia realizzata da Salvatore Attinelli, ma particolare è il campanile con cupoletta a bulbo, interamente maiolicato e più volte restaurato, opera giovanile del camilliano Giuseppe Mariani. Il monastero attiguo godeva anche di due logge sul Cassaro, una su palazzo Frangipani e l'altra su palazzo Geraci che permetteva alle monache l'affaccio sul corso principale. L'interno della chiesa è ad unica navata, con una volte a botte, affrescata da Guglielmo Borremans nel 1721 con la "la Gloria dell'ordine francescano" e da Giuseppe Velasco con la "la vita dei santi francescani". Prima della soppressione degli ordini religiosi, avvenuta nel 1866, erano presenti pregiate opere d'arte, come il dipinto di Pietro Novelli "Annunciazione", adesso al Museo Diocesano. Sulla campata sinistra si trova una statua in marmo della Madonna delle Grazie.

Dopo la soppressione degli ordini monastici la chiesa divenne un tribunale, in esso fu celebrato il famoso processo a Gaspare Pisciotta e Salvatore Giuliano. Nel 2005 fu adibita a sede teatrale, funzione che mantiene tutt'oggi.

 

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